In molte città italiane sta accadendo qualcosa che spesso passa inosservato. Tra marciapiedi rovinati, aiuole trascurate ed edifici abbandonati, alcune piante provenienti da altri Paesi stanno crescendo senza controllo. Sembrano innocue, ma possono cambiare gli equilibri del tuo quartiere. E in alcuni casi lo stanno già facendo.
Cosa sono davvero le piante “aliene”
Si definiscono specie aliene invasive tutte quelle piante arrivate dall’estero che, una volta ambientate, iniziano a diffondersi rapidamente. Trovano condizioni ideali nelle nostre città e spesso riescono a sostituire la vegetazione locale. Il problema non è la loro bellezza o robustezza. È la loro capacità di adattarsi a tutto.
Crescono nelle zone degradate, sulle scarpate ferroviarie, nei cortili inutilizzati, sugli edifici fatiscenti. Si muovono grazie al vento, agli uccelli o persino alle auto in coda. E più spazio trovano, più avanzano.
Lo studio che mostra l’estensione del fenomeno
Una ricerca dell’Università di Milano-Bicocca, condotta nell’ambito del National Biodiversity Future Center, ha analizzato la presenza di queste piante a Roma, Milano e Torino. Le università di Torino e La Sapienza di Roma hanno collaborato al progetto.
I numeri parlano chiaro:
- 26 specie selezionate tra le più invasive
- oltre 20.000 punti di presenza rilevati nelle tre città
- 40 aree di 25 ettari campionate per ogni città
Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale Urban Ecosystems, mostra anche quali luoghi sono più vulnerabili: marciapiedi in cattivo stato, aiuole non curate, edifici abbandonati e persino cimiteri.
Le specie più aggressive che potrebbero essere vicino a te
Alcune piante hanno una reputazione tutt’altro che rassicurante. Alcune sono persino vietate a livello europeo.
Ailanto (Ailanthus altissima)
Si tratta forse del caso più noto. Cresce velocissimo, si infiltra nelle crepe dei muri e rilascia sostanze che ostacolano le altre piante.
Poligono del Giappone
Ha devastato intere rive fluviali, come quelle dell’Arno in Toscana. Una volta insediato, è difficilissimo da eliminare.
Panacea di Mantegazza (Heracleum mantegazzianum)
Pianta imponente e tossica che può raggiungere 5 metri di altezza. Una presenza per nulla rassicurante in ambienti urbani.
Asclepias syriaca (pianta dei pappagalli)
Decorativa ma estremamente invadente. Il nome innocuo inganna, ma la sua diffusione è molto rapida.
Le differenze tra città: cosa succede a Roma, Milano e Torino
Ogni città racconta una storia diversa.
- A Milano e Torino è molto diffusa la sorghetta e l’olmo siberiano. Quest’ultimo è difficile da riconoscere perché si ibrida con gli olmi locali.
- A Roma domina la robinia nelle aree periurbane, mentre l’ailanto è comune nelle zone centrali come accade anche a Milano.
Il caso curioso delle siepi “fuggitive”
Alcune piante introdotte come ornamentali sembrano essere sfuggite al controllo. È il caso del lauroceraso (Prunus laurocerasus) e del ligustro giapponese (Ligustrum lucidum). Quest’ultimo è ormai spontaneo a Roma, dove si diffonde grazie agli uccelli che ne mangiano i semi. È stato trovato persino nei cimiteri.
Dove e perché queste piante attecchiscono meglio
Secondo Chiara Montagnani, botanica dell’Università di Milano-Bicocca che ha coordinato la ricerca, le aree meno curate sono le più esposte. E questo riguarda molte zone urbane.
I punti critici includono:
- crepe nei marciapiedi
- aiuole spartitraffico
- scarpate ferroviarie
- infrastrutture stradali
Non tutte scelgono lo stesso ambiente urbano
Le preferenze sono molto diverse tra una specie e l’altra.
- Ailanto e robinia preferiscono terreni naturali e aree incolte.
- L’olmo siberiano si adatta meglio ai suoli artificiali.
- L’uva turca (Phytolacca americana), originaria del Nord America, si trova spesso vicino agli edifici abbandonati.
Nei parchi urbani la maggior parte delle presenze è stata rilevata nei giardini privati più che in quelli pubblici. Un dettaglio che suggerisce quanto sia facile per queste piante passare inosservate.
Cosa possiamo fare
Conoscerle è il primo passo per difendere la biodiversità del tuo quartiere. Le piante aliene invasive non sono solo un fastidio visivo. Possono cambiare in modo profondo la natura che ci circonda. E molto dipende da come curiamo gli spazi comuni. Le piccole crepe o le aiuole dimenticate sono spesso il punto di partenza di un’invasione silenziosa.











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